Female Art in History. L’arte femminile nella storia

 

A febbraio scorso, presso i locali dell’associazione arte e cultura La Corte di Felsina, a Bologna è stata presentata una interessante e innovativa video- enciclopedia realizzata da due studiose, storiche dell’arte, Anna Rita Delucca e Irene Manente, che in ventisei video riunisce vita, opere, aneddoti e approfondimenti di tantissime protagoniste del mondo della pittura, scultura, fotografia che hanno segnato la storia sin dai tempi più remoti, giungendo fino al nuovo millennio.
Artiste dalle innumerevoli sfaccettature: madri, mogli, monache, cortigiane vissute in tante epoche diverse, ma che ebbero in comune l’amore per l’arte.
Ad ognuna di loro il talento regalò un motivo per esprimere la propria creatività anche quando l’arte era rigorosamente preclusa alle donne.
Partendo dall’Ellenismo e dall’antica Roma, le due autrici attraversano tutte le epoche raccontando le storie di artiste note e meno note, di ogni parte del mondo: donne che vissero esperienze uniche e straordinarie, come Timarete (V° sec. a.C.) o la carolingia Gisela o, ancora, le antiche miniatrici medievali fino a giungere ai tempi della figlia di Tintoretto, Marietta Robusti, per non parlare di Levina Teerlinc, la prima ritrattista della regina Elisabetta I d’Inghilterra, passando per l’epoca barocca in cui si possono incontrare personaggi del calibro di Angelika Kauffmann, fino ad arrivare al Settecento, con Marie Guillemine Benoist e proseguire il viaggio nel vastissimo mondo dell’arte femminile e giungere a pittrici impressioniste di Francia come Berthe Morisot o Eva Gonzales, senza dimenticare la grandezza le artiste russe e dell’est europeo (come Marija Baškirceva) autrici di sorprendenti opere d’arte.
Il lungo percorso attraversa anche le vite di donne originalissime, del XX° secolo, italiane e di tutte le parti e del mondo: artiste uniche come la statunitense Georgia O’ Keeffe che scelse di vivere parte della vita nel deserto messicano, o ispaniche come Maruja Mallo e Remedios Varo o, ancora, talenti oscurati dalla fama dei loro grandi padri, fratelli o amanti, come accadde a Dora Maar, schiacciata dalla impetuosa e strabiliante personalità di Pablo Picasso.

Un viaggio nel tempo veramente interessante, corredato da centinaia di immagini a colori che riproducono le loro opere, molte delle quali oggi conservate nei maggiori musei del mondo.
Anche l’idea di utilizzare tecnologie di comunicazione come video scaricabili su smartphone o chiavette usb, sono un veloce e divulgabile sistema oggi alla portata di tutti.

Abbiamo chiesto alle autrici come è nata l’idea di realizzare una video enciclopedia tutta al femminile e soprattutto tutta dedicata all’ARTE realizzata dalle donne:

“Da moltissimi anni, entrambe ci occupiamo di storia dell’arte -ci risponde Anna Rita Delucca- e personalmente mi sono sempre occupata di scrivere libri e articoli su artisti storici, grandi uomini, a dire la verità, come Giorgio Morandi o Aldo Borgonzoni solo per citarne alcuni; Irene invece si è sempre occupata di studi sull’arte femminile, storica, dei paesi ispano-americani: è stata una delle prime ad approfondire le ricerche su Maruja Mallo o Remedios Varo, ad esempio, pubblicando i suoi studi anche sull’”Enciclopedia delle donne”. Proprio questo incontro con Irene mi ha incuriosito al punto di voler approfondire il più possibile, ed esplorare il mondo delle artiste storiche che hanno lavorato in tutti i paesi.

-Anche artiste del mondo orientale?-

“Il mondo orientale purtroppo è l’unico che è rimasto fuori dalla nostra esplorazione anche perché ad oggi non risultano molte notizie che possano dare un orientamento certo su di una vera e propria attività delle donne nei paesi, ad esempio, del Sol levante.
In realtà le donne del mondo orientale hanno una lunga storia di partecipazione nelle arti, anche se spesso non sono state riconosciute come artiste nel senso moderno del termine. In molte culture di quei paesi, le donne hanno praticato forme d’arte come la calligrafia, la pittura e la ceramica, spesso all’interno di contesti domestici o come parte di tradizioni culturali.
Ad esempio, in Cina, durante le dinastie Tang e Song, alcune donne iniziarono a guadagnare riconoscimento per le loro opere. In Giappone, le donne hanno contribuito significativamente all’arte ukiyo-e, mentre in India, le donne hanno partecipato a tradizioni artistiche come la pittura miniaturistica.
Tuttavia, il riconoscimento ufficiale e la possibilità di esprimersi liberamente come artiste sono aumentati solo nel corso del XX secolo, con il movimento per i diritti delle donne e l’apertura di nuove opportunità”.

-Oggi comunque pare che stiamo assistendo ad un fiorimento oltre che ad un forte sviluppo degli studi sull’arte realizzata dalle donne nell’arco della storia: lo conferma?-

“Sono d’accordo: il problema è però che ancora oggi la storia dell’arte ufficiale nei suoi manuali, soprattutto quelli ad uso scolastico non cita ancora i nomi delle artiste, se non qualche accenno rarissimo e sporadico, nel caso di Artemisia Gentileschi o pochissime altre, ma in realtà, come dimostra anche il nostro studio, di artiste talentuose e memorabili la storia è molto ricca”.

-Il vostro lavoro di ricerca da quanto si può comprendere, è piuttosto corposo e perciò ci si aspetta che abbia richiesto un impegno notevole-

“In effetti ha richiesto ben quattro anni di attività che è sfociata in questi ventisei video della durata che spazia tra i 45 minuti e le due ore: sono scaricabili direttamente sui dispositivi come Smartphon, Iphone e tablet ma sono disponibili anche in chiavette usb. A maggio prossimo questo lavoro diventerà anche un libro, che stiamo preparando e porterà lo stesso titolo, Female art in History, l’arte femminile nella storia.
Ogni video riunisce da due a più artiste, messe a confronto tra loro per ciò che possono avere in comune ma anche per ciò che le può differenziare sia per lo stile, sia per la storia personale, sia per il tipo di personalità, per il genere di scelte artistiche o per i tipi di condotta personale nelle vicende delle proprie esistenze; ma tutte quante sono inserite all’interno del contesto storico di appartenenza, perciò vengono sempre confrontate artiste che hanno vissuto in una stessa epoca storica”.

-Certo oggi è particolarmente arduo destreggiarsi nel mare magnum di internet dove accanto alla velocizzazione delle informazioni si riscontrano molte false notizie che vanno verificate con minuzia per esser certi al cento per cento di riuscire a realizzare una ricerca assolutamente seria ed esauriente perciò concludiamo la nostra intervista raccomandandoci sempre e in ogni dove, alle vecchie, care biblioteche, a cui i ricercatori restano sempre affezionati; ci auguriamo che possano continuare ad avere lunga vita per il bene della vera cultura e per il piacere di lasciarci circondare da lunghissimi scaffali pieni di libri che con le loro copertine colorate, infondono ancora tanto calore e bellezza agli occhi di chi ama lo studio e la lettura.

Paolo Bassi

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